Rino Bisesi, consulente senior e docente per la salute e sicurezza negli ambienti di lavoro

Il torinese DOC Rino Bisesi («Si seeeente l’accento?») è nato all’ombra della Mole il 6 aprile del 1969. Ha frequentato il Politecnico di Torino ed è proprio lì che ha conseguito la Laurea Magistrale in Ingegneria energetica e nucleare. Anche se, ammette, non erano certo quelli gli anni d’oro per intraprendere una simile carriera universitaria e lavorativa: era da poco avvenuto il disastroso incidente di Černobyl’ e il mondo intero, Italia compresa, era agitato da diversi movimenti antinucleari. È così che la sua carriera di tecnico per la sicurezza ha avuto inizio. Nel tempo libero ama camminare in montagna con sua moglie e sua figlia Ilaria, 17 anni. Ma non mette certo da parte la sua passione per l’energia: è un appassionato di impiantistica termoidraulica e studia volentieri il funzionamento delle caldaie, tanto che «mi sono divertito a conseguire il patentino per la conduzione di impianti termici». Il suo colore preferito è il blu ma non disdegna le tinte più vivaci.

Come sei arrivato in UOMOeAMBIENTE?

«Più che di arrivo, parlerei di ritorno: avevo già lavorato per UOMOeAMBIENTE, tra il 2013 e il 2019. Poi le nostre strade si sono separate perché ho deciso di fare una esperienza lavorativa presso una grande realtà torinese del settore delle costruzioni. Mi ha attratto la possibilità di lavorare stabilmente nell’ambito dei cantieri, cosa che prediligo da sempre, ma in realtà non è stato così. Infatti, prima di arrivare in UOMOeAMBIENTE nel 2013, l’interesse per la cantieristica era stata una scelta di vita che mi ha portato a viaggiare per il mondo intero. Per più di 1 anno ho vissuto in Grecia, sono stato in Finlandia, in Egitto… a riportarmi a casa è stata la mia famiglia. Nel 2019, la prospettiva di tornare in grandi cantieri e condurre uno stile lavorativo maggiormente dinamico mi ha affascinato, ma in realtà le mansioni a cui sono stato chiamato fino a febbraio 2022 sono state prettamente d’ufficio e quindi, come ho detto a Mario Burrascano, dal 1° marzo 2022 ho deciso di tornare a casa. Nei 3 anni in cui sono mancato UOMOeAMBIENTE è cresciuta tantissimo e sono pertanto felicissimo di essere tornato a far parte di un contesto così dinamico e stimolante».

Qual è il tuo ruolo all’interno del team UOMOeAMBIENTE?

«Oltre ad essere consulente senior per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro sono anche un tecnico strumentista, con una competenza specifica nell’ambito dell’acustica. Vibrometro, fonometro… analizzo il clima acustico delle aziende clienti utilizzando apparecchiature atte ad individuare le sorgenti principali di rumore, nonché a mappare come questo si propaga all’interno e all’esterno dell’ambiente. Dopo avere individuato le zone critiche dal punto di vista della “rumorosità” procedo a suggerire gli interventi più adatti per la bonifica acustica, occupandomi sia della riduzione del rischio di rumore per i lavoratori sia di impatti acustici a livello ambientale. Essendo anche un docente e formatore, mi occupo di formare i discenti per tutti i ruoli previsti dalle norme in materia di salute e sicurezza. Insomma, c’è anche parecchio lavoro di back-office da fare… ma la mia è una figura maggiormente attiva presso i siti dei clienti».

Rino Bisesi

Quale progetto realizzato con UOMOeAMBIENTE ti sta dando maggiore soddisfazione?

«Tutte le commesse che mi vedono assegnato a qualche cantiere, naturalmente (ride, ndr). Trovo stimolante potermi confrontare quotidianamente con scenari eterogenei in cui alle competenze professionali vanno aggiunte qualità diverse, come il problem solving e la capacità di lavorare in team in considerazione dell’approccio sempre più interdisciplinare richiesto dalle commesse aziendali. Ritengo questo un grande punto di forza di UOMOeAMBIENTE e sicuramente una delle cose che è cresciuta maggiormente nel periodo in cui io sono stato lontano da casa».

In quale dei valori UOMOeAMBIENTE ti rispecchi maggiormente?

«L’operatività, il contatto stretto che si sviluppa con il cliente per il quale siamorisolutori” di problemi e non solo “segnalatori” di cose che non vanno bene. Non vogliamo essere i consulenti che “dicono cosa fare”. Di questi ce ne sono tanti: noi sappiamo essere diversi».