Sara Bonatto, RSPP, Project Manager e Consulente senior Salute e Sicurezza negli ambienti di lavoro

Chi più o meno intimamente ritiene che il lavoro in miniera sia “roba da uomini” si sbaglia, eccome. In barba agli stereotipi di genere l’ingegnere Sara Bonatto è entrata a far parte del team UOMOeAMBIENTE dopo avere trascorso diversi anni “sottoterra”, in Italia e all’estero. Da Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione a Direttore Responsabile delle miniere di talco della Val Germanasca, con incarichi di responsabile HSE e del sistema di gestione ambientale ISO 14001, Sara Bonatto ha lavorato per più di un decennio nel settore estrattivo sotterraneo e a cielo aperto. La passione per le rocce l’ha portata ad amare particolarmente la montagna e ad unirsi al CAI, Club Alpino Italiano. Ha un piglio metodico, organizzato e preciso: sarà per questo che, oltre ad essere specialista nell’utilizzo di Excel, è socia della Federazione Italiana Tiro con l’Arco?

Qual è il tuo ruolo all’interno del team di UOMOeAMBIENTE?

«Sono arrivata in UOMOeAMBIENTE nel settembre 2018 e da allora svolgo l’incarico di RSPP per alcune aziende clienti, supportandole nel percorso di adempimento delle normative in materia di Salute e Sicurezza. Dagli audit preliminari in cui individuo i rischi dell’ambiente di lavoro alla redazione del Documento di Valutazione dei Rischi, fino all’elaborazione di un piano di miglioramento che tiene conto della formazione continua – e preventiva! – dei lavoratori, la mia figura si occupa di coordinare e fornire supporto alle aziende di ogni dimensione per la loro “messa in sicurezza”. Dov’è che le persone possono farsi male? Cosa potrebbe farle ammalare? Quali processi possono essere resi più sicuri e come farlo? Il mio compito è quello di individuare preventivamente le debolezze in un sistema ed estirparle. Certo, l’annullamento del rischio è un’impresa utopica, ma ridurlo nonché gestirlo è un obbligo che si può e si deve realizzare. Che si tratti di imprese di costruzioni o aziende dalle attività più statiche, resta comunque fondamentale minimizzare la possibilità che si verifichino incidenti».

Come si svolge, in breve, una visita presso un cliente?

«In primis visiono la parte documentale per indagare lo stato di base dell’azienda, vedo quali precauzioni e/o accorgimenti hanno già adottato e mi faccio una prima idea di ciò che potrebbe essere migliorato. Poi c’è il sopralluogo, l’ispezione che consente di constatare le modalità di applicazione delle normative vigenti in materia di Salute e Sicurezza. In questa fase il dialogo con il cliente è importantissimo: è necessario trovare soluzioni realistiche e che possano essere applicate ottimizzando le risorse interne. Infine ci sono il monitoraggio dell’efficacia degli interventi e l’assistenza continua».

Quali sono i rischi che constati con maggior frequenza nelle tue attività di consulenza?

«I rischi maggiori per le aziende che seguo, prevalentemente carpenterie e altre industrie manifatturiere, sono quelli legati alla sicurezza delle macchine. Un altro fattore molto importante è la circolazione dei mezzi: i rischi legati all’uso di veicoli (es. carrelli elevatori) sono spesso sottovalutati. Anche il comportamento delle persone può essere abbastanza critico: la massima “si è sempre fatto così e finora è andato tutto bene” non è sempre valida, lo si può sperimentare sulla propria pelle da un momento all’altro. Nessuno fa del male a se stesso e agli altri dolosamente, non c’è alcun dubbio, però l’infortunio capita. Quando questo accade, la principale causa che contribuisce all’incidente è l’adozione di una mentalità non adeguata: “sono grande e grosso/a, questa cosa non capiterà mai a me”. Quello della prevenzione è un concetto molto personale e i suoi principi più comuni dovrebbero essere assimiliati grazie ad attività di formazione continue e specifiche».

Qual è il progetto che ti ha dato maggiore soddisfazione?

«In realtà non ce n’è uno specifico da segnalare. Seguo diverse realtà e ognuna costituisce un progetto a sé stante, con le proprie caratteristiche, definite in base all’attività che fanno e alle persone che ci lavorano. Tutte le commesse sono per me uniche e irripetibili: la soddisfazione sta nel trovare per ciascun cliente soluzioni personalizzate con un approccio che oserei definire “sartoriale”. Se due aziende presentano la medesima problematica non è scontato che le soluzioni più adatte per la prima possano essere applicabili dalla seconda, modello copia-e-incolla. Servono adattamenti percorribili dal punto di vista pratico, che tengano conto delle risorse (anche economiche) e delle capacità di ciascuna realtà».

In quale dei valori di UOMOeAMBIENTE ti rispecchi maggiormente?

«L’entusiasmo con cui si affrontano le nuove sfide. Con noi una soluzione si trova sempre, è bello sapere di poter contare, lavorativamente e umanamente, su una rete di professionisti altamente qualificati: gli AD e fondatori Mario Burrascano e Nunzia Giunta, Kristina Trifonova, Francesco Deperte, Gianluigi Carbone, Irene Sandrone, Andrea Brunello, Luciano Crisetti, Erika Grosso e tutti gli altri colleghi. Le competenze specialistiche di ognuno sono di per sé un valore aggiunto ma vengono ulteriormente amplificate, in termini di valenza, dalla naturale propensione del nostro team di fare della collaborazione e della capacità di lavorare in squadra un elemento distintivo della nostra azienda, nonché una garanzia di qualità per i nostri clienti».