Con l’attuazione della NIS2 e del D.Lgs. 138/2024, la cybersecurity assume una dimensione sempre più strategica per le organizzazioni interessate. Non può più essere considerata esclusivamente una questione tecnica da affidare alla funzione IT: diventa un tema di governance, organizzazione e responsabilità diffusa.
Il cambiamento coinvolge l’intera struttura aziendale, a partire dagli organi direttivi, chiamati ad assumere un ruolo diretto nella gestione del rischio cyber.
Un passaggio particolarmente importante in vista del 31 ottobre 2026, termine indicato per la piena operatività delle misure di sicurezza di base. Per le organizzazioni, prepararsi significa quindi lavorare non soltanto sugli strumenti tecnologici, ma anche su processi, responsabilità, competenze e capacità di governare il rischio nel tempo.
La questione, in altre parole, non è più semplicemente chiedersi se l’infrastruttura informatica sia sufficientemente protetta. Occorre comprendere quanto l’intera organizzazione sia realmente preparata a prevenire, riconoscere e gestire un rischio cyber.
NIS2: la responsabilità parte dai vertici
Il cambio di paradigma emerge chiaramente dall’art. 23 del D.Lgs. 138/2024.
Gli organi di amministrazione e gli organi direttivi dei soggetti essenziali e importanti sono chiamati ad approvare le modalità di implementazione delle misure di gestione del rischio cyber e a sovrintenderne l’attuazione. A questo si aggiunge la responsabilità rispetto alle violazioni previste dal decreto.
La cybersecurity entra quindi direttamente nelle responsabilità dei vertici aziendali.
Per un CdA non è sufficiente sapere che l’organizzazione dispone di determinate misure di sicurezza. Diventa necessario comprenderne l’efficacia, conoscere i rischi ai quali l’impresa è esposta e poter assumere decisioni consapevoli rispetto alla continuità operativa, alla catena di fornitura e alle conseguenze che un incidente potrebbe avere sul business.
È un passaggio importante anche dal punto di vista culturale: la gestione del rischio cyber diventa parte delle decisioni d’impresa, esattamente come altri rischi capaci di incidere sulla continuità e sulla capacità dell’organizzazione di generare valore.
Formazione NIS2: non basta un corso una tantum
In questo scenario, uno degli strumenti fondamentali è la formazione.
Gli organi direttivi sono tenuti a seguire una formazione in materia di sicurezza informatica e a promuovere periodicamente percorsi coerenti rivolti ai dipendenti. Ma considerare questo requisito come un semplice corso da completare significherebbe perdere una parte importante del suo valore.
La formazione dovrebbe diventare un elemento strutturale del sistema di gestione del rischio cyber: continua, misurabile, differenziata in funzione dei ruoli e documentabile.
Le esigenze, infatti, cambiano all’interno della stessa organizzazione:
- Per il personale operativo significa sviluppare consapevolezza rispetto ai rischi più comuni, alle procedure interne, all’igiene informatica e ai comportamenti da adottare in presenza di anomalie;
- Per le funzioni tecniche e IT, significa rafforzare le competenze necessarie per prevenire, individuare, gestire e mitigare gli incidenti;
- Per CdA, management e organi direttivi, invece, significa acquisire gli strumenti necessari per comprendere il rischio cyber nella sua dimensione aziendale: impatto sull’operatività, continuità del business, catena di fornitura ed efficacia delle misure implementate.
La formazione diventa così non soltanto qualcosa da erogare, ma un processo di cui l’organizzazione può misurare e dimostrare l’effettiva attuazione.
NIS2 e ISO/IEC 27001: dalla compliance a un sistema strutturato
Una volta definite responsabilità, processi e competenze, emerge un’altra domanda: come rendere questo modello sostenibile nel tempo?
È qui che la ISO/IEC 27001 può assumere un ruolo particolarmente interessante.
È importante chiarire un punto: la NIS2 non richiede una certificazione ISO/IEC 27001 e non esiste una certificazione o un “bollino NIS2”. Adottare un Sistema di Gestione della Sicurezza delle Informazioni basato sulla ISO/IEC 27001 può però facilitare un approccio strutturato alla conformità.
I due percorsi condividono infatti diversi principi centrali:
- governance della sicurezza delle informazioni;
- gestione del rischio;
- controllo della catena di fornitura;
- gestione degli incidenti;
- continuità operativa;
- miglioramento continuo.
La ISO/IEC 27001 può quindi fornire una struttura metodologica attraverso cui organizzare e rendere sistematiche attività che, diversamente, rischierebbero di essere affrontate come singoli adempimenti.
Il punto non è semplicemente ottenere una certificazione. È costruire un modello di gestione della sicurezza efficace, misurabile e sostenibile nel tempo.
La compliance è l’obiettivo. La resilienza è il risultato
Adeguarsi alla NIS2 è necessario. Fermarsi alla compliance, però, significa guardare soltanto a una parte della questione.
Un’organizzazione realmente preparata non dovrebbe strutturare il proprio sistema di cybersecurity con il solo obiettivo di superare una verifica. Dovrebbe farlo per essere in grado di prevenire i rischi, reagire agli incidenti e proteggere la continuità delle proprie attività.
È qui che compliance e strategia aziendale iniziano a convergere.
Governance chiara, persone formate, processi verificabili e un Sistema di Gestione della Sicurezza delle Informazioni strutturato possono trasformare un requisito normativo in un percorso più ampio di resilienza organizzativa.
La cybersecurity diventa così un investimento sulla capacità dell’impresa di continuare a operare, proteggere le proprie informazioni e affrontare consapevolmente un contesto di rischio in continua evoluzione.
La compliance rappresenta un obiettivo. La resilienza è il risultato.
Prepararsi alla NIS2 significa costruire un sistema che funziona
Il 31 ottobre 2026 rappresenta quindi un riferimento importante, ma il vero obiettivo non dovrebbe essere semplicemente arrivare preparati a una data. La sfida è costruire un modello capace di funzionare anche dopo.
Per farlo occorre mettere in relazione governance, gestione del rischio, formazione e sicurezza delle informazioni, trasformando le diverse attività in un sistema coerente e verificabile.
UOMOeAMBIENTE affianca le organizzazioni in questo percorso, supportando i vertici nella gestione della governance NIS2, nella strutturazione di percorsi formativi differenziati e tracciabili e nell’implementazione di un Sistema di Gestione della Sicurezza delle Informazioni secondo la ISO/IEC 27001.
Non limitarti a verificare se la tua organizzazione è conforme. Verifica quanto è realmente resiliente.
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