Nell'ottica della deforestazione conoscere l'origine delle materie prime non basta più. Occorre essere in grado di verificarla, documentarla e valutarne i rischi. È uno dei principi alla base dell'EUDR, il Regolamento UE 2023/1115, che punta a contrastare la deforestazione e il degrado delle foreste associate a determinate materie prime e ai prodotti che ne derivano.
Per supportare questo processo, il Joint Research Centre (JRC) ha reso disponibile la quarta versione della Global Forest Cover Map 2020 (GFC2020 v4), consultabile attraverso gli strumenti dell'EU Forest Observatory. La mappa rappresenta la presenza o l'assenza di copertura forestale al 31 dicembre 2020, data di riferimento fondamentale per l'EUDR, e utilizza una risoluzione spaziale di 10 metri.
La nuova versione integra differenti fonti geospaziali, tra cui dati sulla copertura del suolo, sull'altezza degli alberi, sull'uso del territorio e sulle dinamiche storiche delle foreste. L'obiettivo è ottenere una rappresentazione globale più coerente delle superfici classificabili come forestali secondo le definizioni utilizzate dal Regolamento.
L'aggiornamento rappresenta un'opportunità concreta per Sustainability Manager, Compliance Officer e Supply Chain Manager: utilizzare informazioni territoriali sempre più dettagliate per supportare le decisioni di approvvigionamento.
Occorre però distinguere gli strumenti disponibili. La GFC2020 individua la copertura forestale di riferimento; le informazioni sulle tipologie di foresta, rilevanti soprattutto per valutare il degrado forestale, sono disponibili anche attraverso la distinta Global Forest Types 2020 (GFT2020). L'Osservatorio offre inoltre ulteriori livelli informativi sugli attributi e sulle caratteristiche delle foreste.
Dalla mappa alla Due Diligence EUDR: un esempio concreto
Immaginiamo un'azienda italiana che importa cacao da un Paese extra-UE per trasformarlo in prodotti destinati al mercato europeo. L'azienda deve poter ricostruire la provenienza delle materie prime e, se opera come soggetto tenuto alla Due Diligence, verificare che siano rispettati i requisiti EUDR.
Il primo passaggio è ottenere dai fornitori le informazioni di geolocalizzazione degli appezzamenti di produzione. Attraverso il viewer dell'EU Forest Observatory, queste informazioni possono essere confrontate con la copertura forestale rappresentata dalla GFC2020.
Il processo può essere organizzato in quattro passaggi:
- Raccogliere i dati geografici: ottenere coordinate o poligoni degli appezzamenti di origine, verificandone completezza e attendibilità;
- Effettuare uno screening territoriale: confrontare le aree individuate con la copertura forestale di riferimento al 2020;
- Identificare le situazioni da approfondire: evidenziare sovrapposizioni, incongruenze o aree per le quali sono necessarie ulteriori verifiche;
- Integrare le evidenze: confrontare i risultati con documentazione dei fornitori, informazioni sulla produzione e ulteriori fonti indipendenti.
È importante comprendere che la mappa del 2020 rappresenta una baseline, non una prova automatica dell'assenza di deforestazione successiva.
Per verificare la conformità occorre infatti valutare anche ciò che è accaduto dopo la data di riferimento, utilizzando evidenze adeguate e verificabili.
L'Osservatorio diventa così uno strumento utile per orientare gli approfondimenti e individuare potenziali criticità prima che queste si traducano in problemi di approvvigionamento o conformità.
Perché la mappa pubblica non basta a garantire la conformità EUDR
Questo è il punto centrale per le imprese: disporre di un dato geografico non equivale ad aver completato la Due Diligence.
La Commissione europea chiarisce che le mappe globali delle foreste non hanno, di per sé, valore giuridico. Possono supportare la valutazione del rischio di deforestazione o degrado forestale, ma non sostituiscono gli obblighi previsti dal Regolamento.
La GFC2020 v4 è quindi uno strumento:
- gratuito, accessibile alle imprese;
- non obbligatorio, perché il Regolamento non impone l'utilizzo esclusivo di questa fonte;
- non esclusivo, perché può essere integrato con altri dati e strumenti di monitoraggio;
- privo di valore giuridicamente vincolante, poiché non costituisce una certificazione automatica di conformità.
Affidarsi soltanto alla mappa significa trascurare aspetti fondamentali del sistema EUDR.
La Due Diligence deve infatti considerare non soltanto il rischio di deforestazione, ma anche la legalità della produzione nel Paese d'origine, l'affidabilità delle informazioni, la complessità della filiera, il rischio di commistione con materie prime di provenienza sconosciuta e, per il legno, gli specifici requisiti relativi al degrado forestale.
Il processo previsto dall'EUDR si sviluppa attraverso raccolta delle informazioni, valutazione del rischio e, quando necessaria, adozione di misure di mitigazione. Un risultato apparentemente rassicurante ottenuto dal viewer non elimina quindi la responsabilità dell'operatore. La tecnologia aiuta a individuare il rischio. È il sistema di Due Diligence che deve permettere di governarlo.
EUDR 2026: dalla verifica geografica a un sistema di controllo aziendale
La gestione della conformità EUDR non può essere affidata a un controllo occasionale delle coordinate o a una verifica documentale effettuata soltanto prima dell'importazione.
Richiede invece un processo capace di collegare approvvigionamenti, tracciabilità, gestione dei fornitori, valutazione del rischio e controllo delle evidenze.
Il calendario normativo rende questa esigenza particolarmente attuale:
- 30 dicembre 2026: applicazione degli obblighi EUDR per gli operatori medi e grandi e per le micro e piccole imprese relativamente ai prodotti già soggetti al Regolamento Legno (EUTR);
- 30 giugno 2027: applicazione degli obblighi EUDR per le micro e piccole imprese costituite entro il 31 dicembre 2024, salvo le eccezioni previste.
Per le aziende, il primo passo è quindi identificare il proprio ruolo nella catena di fornitura, verificare quali prodotti rientrano nell'Allegato I del Regolamento e definire gli obblighi effettivamente applicabili. Da qui può prendere forma un sistema operativo che comprenda la qualificazione dei fornitori, la raccolta dei dati geografici, la valutazione del rischio, la gestione delle non conformità e il monitoraggio periodico.
Il Regolamento richiede inoltre, per gli operatori soggetti alla Due Diligence ordinaria, un riesame del sistema almeno annuale e la conservazione delle evidenze pertinenti per cinque anni. L'obiettivo è passare da una conformità verificata sul singolo prodotto a una capacità organizzativa strutturata e continuativa.
Il ruolo di UOMOeAMBIENTE: integrare l'EUDR nella strategia ESG
La disponibilità di strumenti come l'EU Forest Observatory offre alle imprese nuove possibilità di analisi, ma pone anche una sfida: trasformare informazioni tecniche e geospaziali in decisioni aziendali affidabili. È in questo passaggio che il supporto consulenziale assume un valore strategico.
In UOMOeAMBIENTE affianchiamo le organizzazioni nella costruzione di percorsi di conformità EUDR che tengano conto delle caratteristiche della filiera, dei prodotti trattati e dei sistemi di gestione già presenti. Il percorso può comprendere l'analisi preliminare dell'applicabilità del Regolamento, la verifica dei dati di geolocalizzazione, la valutazione del rischio, la definizione delle procedure di Due Diligence e la formazione delle funzioni aziendali coinvolte.
Un'attenzione particolare riguarda l'integrazione con i sistemi di gestione ambientale ISO 14001, i processi di tracciabilità e la rendicontazione ESG. Questa integrazione consente di valorizzare procedure, responsabilità e strumenti di controllo già esistenti, evitando di costruire un sistema EUDR completamente separato dalle altre attività aziendali. È importante ricordare, tuttavia, che una certificazione ISO o uno schema volontario di tracciabilità non sostituiscono automaticamente gli obblighi previsti dal Regolamento.
La vera opportunità è trasformare la Due Diligence da adempimento normativo a strumento di conoscenza e gestione preventiva dei rischi di filiera, rafforzando al tempo stesso trasparenza, affidabilità e sostenibilità degli approvvigionamenti. La mappa indica dove guardare. La Due Diligence permette di decidere come agire.
Vuoi capire se la tua organizzazione è pronta ad affrontare gli obblighi EUDR? Contatta UOMOeAMBIENTE per richiedere un'analisi preliminare di fattibilità e costruire un percorso di affiancamento su misura, dalla verifica della filiera all'integrazione delle procedure EUDR nei sistemi di gestione aziendali.
esg@uomoeambiente.com


