Sostenibilita Ambientale

“Non ereditiamo la terra dai nostri antenati,

la prendiamo in prestito dai nostri figli.” – (Proverbio del Popolo Navajo)

Sostenibilità Ambientale

Il concetto di sviluppo sostenibile si basa sulla capacità umana di soddisfare i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri. Le imprese sono chiamate, oggi più che mai, a rivedere i propri modelli di business per renderli maggiormente sostenibili dal punto di vista ambientale, preservando nel tempo le funzioni dell’ambiente di fornitore di risorse, di ricettore di rifiuti e di fonte diretta di utilità per il presente, e ancora di più, per il futuro.

Ambiente

Il termine “oikos”, che nell’antica Grecia indicava la casa, è la base etimologica di due concetti contemporanei: economia ed ecologia. Tale termine, appunto, simboleggia l’interdipendenza e lo stretto rapporto tra lo sviluppo economico e l’ambiente naturale.

L’impatto ambientale si concretizza in riduzione delle risorse (materie prime, acqua, energia, combustibili fossili, ecc.) e produzione di inquinamento (rifiuti, scarichi idrici, emissioni in atmosfera, rumore, ecc.).

E’ evidente che l’impatto maggiore dell’inquinamento è determinato dalle attività produttive e da ciò ne consegue che per una serie di esse è obbligatorio richiedere preventivamente specifiche autorizzazioni e garantire il rispetto di limiti e prescrizioni la cui violazione determina sanzioni anche gravi.

Affidarsi a consulenti qualificati e competenti in grado di fornire una adeguata assistenza, garantire una corretta gestione degli adempimenti oltre che il rispetto delle scadenze può consentire agli imprenditori di dedicarsi al business nella serena consapevolezza di essere in buone mani.

ISO 14001:15 Sistema di Gestione Ambientale

La ISO 14001 è una norma internazionale ad adesione volontaria che specifica i requisiti di un sistema di gestione ambientale che ogni organizzazione può utilizzare per migliorare le proprie prestazioni ambientali e contribuire così al pilastro ambientale della sostenibilità.

Un approccio sistematico alla gestione ambientale può concorrere al successo durevole di uno impresa grazie ai seguenti benefici:

  • la valorizzazione di forme di interazione con l’ambiente, il territorio ed i soggetti con cui l’impresa opera;
  • la compliance aziendale rispetto ai requisiti legislativi e normativi applicabili;
  • l’attivazione di flussi di lavoro, di decisione e di apprendimento maggiormente ispirati alla partecipazione attiva del personale e alla sua responsabilizzazione; 
  • l’aumento del vantaggio competitivo dell’impresa sul mercato grazie alla crescita della sua reputazione di organizzazione impegnata nella sostenibilità. 

Sistemi di Gestione F-GAS

Il D.P.R. 146/2018 recepisce il Reg. (UE) 517/2014 ed i relativi regolamenti di esecuzione e stabilisce l’obbligo di certificazione per tutte le imprese svolgono attività di installazione, riparazione, manutenzione, assistenza o smantellamento di apparecchiature fisse di refrigerazione, condizionamento d’aria, pompe di calore fisse e apparecchiature di protezione antincendio contenenti gas fluorurati a effetto serra.

I requisiti preliminari da soddisfare prima di implementare il sistema di gestone e richiedere la certificazione all’organismo di certificazione, sono:

  • impiego di personale in possesso di patentino F-Gas (certificazione delle persone fisiche) per le attività svolte e in numero sufficiente da coprire il volume d’attività previsto (n. 1 addetto ogni 200.000 € di fatturato per le attività F-Gas svolte con esclusione dei costi dei materiali);
  • iscrizione dell’azienda al registro telematico nazionale delle imprese certificate.

L’implementazione di un sistema di gestione F-Gas prevede la stesura della documentazione necessaria di natura tecnico-organizzativa con particolare riferimento ai processi per la qualifica del personale, alla manutenzione delle attrezzature, alla tenuta sotto controllo degli strumenti di misura (taratura) nonché alle modalità di gestione dei reclami. 

Processi End of Waste - Recupero rifiuti

Con il termine End of Waste (cessazione della qualifica di rifiuto) si intende un processo di recupero eseguito su un rifiuto, al termine del quale esso perde tale qualifica per acquisire quella di prodotto.  Con riferimento Dir. 2008/98/CE, un rifiuto cessa di essere tale quando è stato sottoposto a un’operazione di recupero e soddisfa le precise condizioni stabilite dall’art. 6:

  • la sostanza o l’oggetto è comunemente utilizzato per scopi specifici;
  • esiste un mercato o una domanda per tale sostanza od oggetto;
  • la sostanza o l’oggetto soddisfa i requisiti tecnici per gli scopi specifici e rispetta la normativa e gli standard esistenti applicabili ai prodotti;
  • l’utilizzo della sostanza o dell’oggetto non porterà a impatti complessivi negativi sull’ambiente o sulla salute umana.

Gli attuali Regolamenti Europei emanati riguardano il recupero dei rottami di ferro, acciaio e alluminio (REG. UE n.333/2011), di vetro (REG. UE n.1179/2012), e di rame (REG. UE n.715/2013), mentre a livello nazionale sono stati emanati il Decreto 14 febbraio 2013 n. 22 (UNI 15358) per determinate tipologie di Combustibili Solidi Secondari (CSS) e il Decreto 15 maggio 2019 n. 62 per i prodotti assorbenti per la persona (PAP).

Il sistema di gestione End of Waste è articolato in funzione dei criteri definiti dalle normative specifiche, in sostanza è necessario implementare un sistema di gestione per il controllo dei processi di recupero. E’ predisposto un apparato documentale idoneo a tenere sotto controllo il processo, dall’accettazione del rifiuto al completamento del recupero con l’emissione della dichiarazione di conformità, e che preveda il controllo, il monitoraggio la gestione dei reclami e la formazione del personale.

L’attestazione di conformità End of Waste è un requisito essenziale per poter svolgere le attività di recupero per i rifiuti per i quali sono definiti i criteri dalla normativa (europea ed italiana). Dopo l’implementazione del sistema di gestione è prevista una verifica di conformità da parte di un organismo di certificazione. Fra i vantaggi che derivano da tale processi possiamo citare:

  • il recupero dei rifiuti e una produzione End Of Waste secondo gli obblighi normativi;
  • migliorare l’organizzazione aziendale con attribuzione di compiti e responsabilità specifici e il mantenimento sistematico delle evidenze circa le attività condotte.  

Audit e Analisi di Conformità in ambito Ambientale

,Il forte sviluppo normativo in materia ambientale obbliga le aziende, comprese le società pubbliche, ad ottenere le necessarie autorizzazioni e ad espletare una serie di adempimenti, la cui mancata ottemperanza può portare a sanzioni di carattere penale e/o amministrativo, senza contare le potenziali sanzioni derivanti dalla responsabilità amministrativa di cui al D.Lgs. 231/01.

Ogni organizzazione ha l’esigenza di dedicarsi alle proprie attività in ”serenità” in maniera tale da potersi sentire al riparo da potenziali violazioni di legge e dalle conseguenti sanzioni. Per questo è opportuno determinare in modo attendibile il proprio posizionamento rispetto ad uno stato di conformità richiesto dalla legge. La gestione ambientale non si limita solo alla “classica” gestione dei rifiuti o degli scarichi idrici o delle emissioni in atmosfera ma abbraccia molteplici aspetti ambientali ad ampio raggio che spesso le imprese ignorano in quanto non consapevoli di avere determinati obblighi.

È quindi necessario un controllo preventivo e periodico, specialistico quanto efficace, finalizzato a dimostrare il livello di conformità dell’organizzazione alla normativa ambientale per evitare rischi e sanzioni.

UOMOeAMBIENTE si propone come soggetto altamente qualificato per condurre presso ogni organizzazione ed i suoi siti lavorativi (es. stabilimenti, cantieri, ecc.) un’analitica verifica di conformità legale ambientale. La consulenza è condotta da esperti specializzati e di comprovata esperienza nel settore ambientale che effettuano un audit che consiste nell’osservazione sul campo e nella raccolta di evidenze oggettive documentali atte a verificare lo stato di conformità alla normativa cogente e gli eventuali gap. Il servizio prevede l’emissione di un report che evidenzia i gap (carenze), attribuendo un diverso peso in funzione della gravità e urgenza (rischio ambientale e violazioni di legge) e valorizza i punti di forza della gestione ambientale. UeA si propone anche come soggetto competente per la consulenza inerente alla gestione e risoluzione dei gap evidenziati. Il servizio di verifica di conformità legale ambientale può essere commissionato dal cliente anche per un proprio fornitore critico o per il quale ha interesse; in tale caso UeA condurrà l’audit presso il fornitore del cliente e produrrà uno specifico report.

Valutazioni di Impatto e Pratiche Autorizzative

Le imprese, comprese le società pubbliche, determinano nell’ambito delle proprie attività un impatto sull’ambiente in termini di consumi di risorse e di inquinamento. Detto impatto varia in funzione delle attività condotte e degli aspetti ambientali significativi.

La normativa italiana di riferimento (D.Lgs. 152/06 e s.m.i.), ovvero quella emanata a livello regionale, determina quali sono le attività che ricadono nell’obbligo della Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.). Per dette attività sussistono degli obblighi che possono spaziare dalla Verifica di assoggettabilità a V.I.A. (screening) alla V.I.A. vera e propria.

A parte la normativa specifica sulla V.I.A. è necessario considerare gli obblighi autorizzativi ambientali che interessano, con diverso grado, la maggior parte delle aziende di produzione, quali l’attivazione di industria insalubre, la notifica di nuovi insediamenti produttivi, la previsione / valutazione di impatto acustico, l’autorizzazione per scarichi idrici, per le emissioni in atmosfera, per la gestione dei rifiuti, l’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali, ecc. Detti obblighi si concretizzano nella richiesta di Autorizzazione Unica Ambientale o nell’Autorizzazione Integrata Ambientale o, per la gestione dei rifiuti, nell’Autorizzazione unica per la gestione dei rifiuti. Per le attività di trasporto dei rifiuti e la bonifica è prevista l’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali. UOMOeAMBIENTE offre anche la predisposizione della comunicazione per il riutilizzo delle terre e rocce da scavo, nonché la predisposizione del Piano di utilizzo.

UeA si propone come soggetto altamente qualificato per assistere le aziende: nella consulenza progettuale di eventuale adeguamento ai requisiti minimi ambientali e cogenti; nella presentazione delle istanze con la predisposizione degli elaborati tecnici; nella partecipazione alle conferenze dei servizi e nella predisposizione di eventuali chiarimenti e integrazioni richiesti dagli Enti, fino al rilascio del provvedimento autorizzativo.

UeA mette a disposizione un proprio team di specialisti con competenze interdisciplinari (quali Ingegneri, Biologi, Chimici, Architetti, Tecnici competenti in acustica ambientale) per far fronte a tutte le necessità nella predisposizione delle istanze e per affrontare le eventuali criticità ambientali emerse.

Consulenze e Supporto Gestionale per gli Adempimenti Ambientali

La gestione ambientale è un obbligo di legge che, se non correttamente effettuata, espone le aziende a sanzioni che possono essere di carattere penale o amministrativo.

È importante, da un lato, richiedere e ottenere le autorizzazioni ambientali necessarie e, dall’altro, soddisfare tutte le prescrizioni in esse contenute e gli adempimenti ambientali.

Nell’ambito delle consulenze UOMOeAMBIENTE si propone, mediante i propri consulenti altamente qualificati, di assistere le aziende nella progettazione di:

  • aree e sistemi per il deposito temporaneo dei rifiuti prodotti;
  • impianti per il trattamento delle emissioni in atmosfera;
  • impianti per la depurazione degli scarichi idrici (sia acque reflue industriali, che meteoriche contaminate);
  • impianti per la gestione dei rifiuti;
  • bonifiche acustica ambientali.

È garantita l’interfaccia con gli Enti pubblici e di controllo, in particolare l’ARPA.

UeA offre inoltre anche il supporto tecnico nell’ambito di problematiche legate al rumore ambientale (con Tecnici competenti in acustica) e odori, nonché nei dibattimenti processuali (in qualità di perito di parte).

Tra gli adempimenti ambientali si annoverano la tenuta del registro di carico e scarico dei rifiuti, ovvero il Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti, la compilazione dei formulari di identificazione dei rifiuti, la predisposizione e presentazione della Denuncia rifiuti (MUD), denunce annuali degli scarichi idrici, la tenuta del registro alle emissioni in atmosfera, tenuta del libretto di impianto di climatizzazione, iscrizione e adempimenti legati al CONAI, ecc.

Tali adempimenti devono essere assolti dalle aziende entro i termini previsti, pena l’esposizione al rischio di sanzioni. In tale contesto assume rilevanza la corretta tenuta degli scadenziari relativi agli adempimenti.

UeA si propone come referente per il controllo della corretta tenuta di tali registrazioni, nonché nel supporto periodico presso la sede del cliente per la predisposizione delle stesse. UeA provvede anche al controllo delle autorizzazioni dei fornitori ai quali sono affidati i rifiuti (es. possesso di iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali, autorizzazioni degli impianti di gestione dei rifiuti) e altri servizi di tipo ambientale (es. possesso di certificazione F-gas e di patentini F-gas, abilitazione alla conduzione di impianti termici, corretta tenuta sotto controllo degli strumenti di misurazione, ecc.). In particolare offre il servizio di predisposizione e presentazione del MUD alla CCIAA competete per il territorio.

UeA è dotata di un programma gestionale informatico in grado di tenere sotto controllo le scadenze dei clienti: in prossimità della scadenza il personale di UeA la segnala con congruo anticipo al cliente che provvede nei termini previsti, dopo l’espletamento dell’adempimento il personale provvede a generare la scadenza successiva.

UeA svolge inoltre un servizio di newsletter informative sull’emanazione di nuove normative ambientali ed i correlati adempimenti ai quali conformarsi.

Campionamenti e Analisi Ambientali

La conduzione dei campionamenti ed analisi ambientali costituiscono prescrizioni di molte autorizzazioni (es. emissioni in atmosfera, scarichi idrici, gestione rifiuti).

È quindi importante rispettare le scadenze nella conduzione di tali controlli per non incorrere nelle sanzioni previste.

Oltre ai campionamenti e analisi prescritti nei provvedimenti autorizzativi, le analisi ambientali necessarie per le aziende possono riguardare: l’omologa e la caratterizzazione dei rifiuti prodotti (analisi sui rifiuti tal quali e test di cessione sull’eluato), analisi per il monitoraggio di acque di falda (pozzi e piezometri), analisi su manufatti contenenti amianto, campionamenti e analisi ambientali delle fibre di amianto aerodisperse, analisi di terreni per gestione di terre da scavo, analisi per caratterizzazione siti contaminati (suolo e acque sotterranee), analisi di odori.

UOMOeAMBIENTE si avvale di laboratori qualificati e accreditati in grado di garantire il rispetto delle rigorose procedure che Organismo Nazionale di Accreditamento ACCREDIA richiede per assicurare l’affidabilità e la credibilità delle misure e dei risultati.

Oltre ai campionamenti ed analisi ambientali sopra esposte, UeA è in grado di eseguire, mediante fornitori qualificati e certificati, le prove di tenuta dei serbatoi interrati.

Progetti LCA – LCD e di Economia Circolare

La progettazione di prodotti ecosostenibili e l’economia circolare sono le ultime frontiere della sostenibilità.

Nell’ambito delle disposizioni normative in materia di economia circolare, è previsto che i produttori mettano in atto azioni mirate alla progettazione di beni che riducano la produzione dei rifiuti (sia in fase di produzione, che di utilizzo dei beni medesimi) e il conseguente impatto ambientale, anche nell’ottica del riutilizzo e del recupero di materie o di energia a fine vita del bene.

Progetti concreti in tale direzione sono gli studi di Life Cycle Design (LCD) e di Life Cycle Assessment (LCA).

Il Life Cycle Design (LCD) è una metodologia per la progettazione del ciclo di vita del prodotto fondata sull’analisi del ciclo di vita dei prodotti, dalla produzione alla logistica, dalla distribuzione al consumo fino al riutilizzo con lo scopo di rendere al minimo l’impatto ambientale e ridurre gli sprechi in genere.

Il Life Cycle Assessment (LCA) è una metodologia analitica che valuta l’impronta ambientale di un prodotto/servizio lungo il suo intero ciclo di vita (cd. dalla culla alla tomba), mediante l’analisi dei consumi di risorse e di energia e l’inquinamento prodotto, sia in fase di approvvigionamento delle materie prime, di realizzazione del prodotto, di utilizzo del prodotto e di gestione del prodotto a fine vita.

UOMOeAMBIENTE mette a disposizione un proprio team di specialisti con competenze interdisciplinari (quali Ingegneri, Biologi, Chimici, Architetti) per predisporre progetti di LCD e LCA, nonché per implementare progetti per incentivare l’economia circolare e finalizzati a massimizzare il riutilizzo dei materiali e beni all’interno di uno stesso o diversi cicli produttivi, organizzare le filiere del recupero, per favorire la riduzione dei rifiuti e il riciclo dei materiali.

ISO 20121:13 Sistema di Gestione della Sostenibilità degli Eventi

A chi si rivolge la norma?

La norma è applicabile ad aziende che si occupano di organizzazione di eventi (per esempio agenzie di comunicazione, fornitori, “service”, enti fieristici, location) e ad aziende che commissionano l’organizzazione di eventi a professionisti esterni.

Che cos’è?

La norma stabilisce, sviluppa e orienta il sistema di gestione degli eventi sostenibili verso un miglioramento continuo. L’identificazione delle attività, prodotti e servizi collegati all’evento deve comprendere l’analisi degli aspetti:

  • ambientali (uso risorse, scelta materiali, conservazione risorse, riduzione emissioni in aria/acqua/suolo, rispetto della natura e della biodiversità)
  • sociali (salute e sicurezza, diritti civili, comunità locali, libertà, diritti sul lavoro, equità, rispetto di qualsiasi cultura e religione)
  • economici (economia locale, impatto economico diretto e indiretto, rischi, commercio solidale e condivisione dei profitti, capacità di mercato, ritorno degli investimenti).

Quali sono i principali vantaggi?

Lo standard internazionale UNI ISO 20121:13 consente a chi è coinvolto nell’organizzazione di qualsiasi tipo di evento, il vantaggio di dimostrare la propria responsabilità sociale d’impresa attraverso l’adozione di una progettazione organizzativa basata sulla gestione economica degli impatti ambientali e sociali. Tale approccio consente:

  • Riduzione dell’uso delle risorse e dei costi
  • Aumento dell’efficienza e della redditività
  • Miglioramento dell’efficacia, credibilità e trasparenza
  • Riduzione del rischio di procedimenti e sanzioni amministrative
  • Miglioramento delle relazioni con tutti gli stakeholder
  • Consolidamento dei rapporti con gli investitori e i clienti
  • Miglioramento della competitività sul mercato
  • Tutela e valorizzazione dellareputazione aziendale.

Sistemi Carbon Footprint e Water Footprint

Misura dell’impatto ambientale in termini di emissione di gas ad effetto serra e di consumo idrico

A chi si rivolgono i sistemi?

A tutte le organizzazioni che intendono dimostrare il proprio impegno nella riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e del consumo idrico.

Cosa sono?

Il Carbon Footprint è lo studio dell’impronta di carbonio che un prodotto o un servizio ha sull’ambiente, espressa in termini di CO2 equivalente. La norma di riferimento è la ISO14067.

Il Water Footprint è la valutazione dell’impronta idrica che un prodotto o un servizio o un’organizzazione ha sull’ambiente; essa è definita come il volume totale di acqua dolce utilizzata per produrre beni e servizi, misurata in termini di volume d’acqua consumata (evaporata o incorporata in un prodotto) e inquinata per unità di tempo. La norma di riferimento è la ISO 14046.

Gli studi sono condotti secondo la metodologia LCA, rappresentando quindi una vera e propria analisi del ciclo di vita del prodotto / servizio. I risultati dello studio rappresentano elementi utili per definire politiche e strategie, nonché obiettivi di miglioramento. Ciò permette di gestire in maniera oculata i processi, mettendo in atto le necessarie misure finalizzate alla riduzione delle emissioni di gas serra e della riduzione del consumo idrico.

Quali sono i principali vantaggi?

I benefici per le organizzazioni che si approcciano al Carbon Footprint e al Water Footprint sono molteplici, tra i quali:

  • favorire la comprensione dei diversi aspetti della Carbon Footprint e della Water Footprint, accrescendo la consapevolezza e la sensibilità a tali tematiche;
  • ottimizzare i processi a maggiore impatto sull’ambiente e sulle risorse idriche;
  • identificare le possibilità di riduzione delle emissioni di gas serra e della riduzione del consumo idrico;
  • promuovere lo sviluppo di politiche e strategie per la gestione dei gas serra e dei consumi idrici in tutto il ciclo di vita dei prodotti / servizi;
  • elaborare procedure per fornire informazioni corrette, credibili e confrontabili alle parti interessate, in particolare ai consumatori;
  • indurre il mercato a privilegiare prodotti a basse emissioni di gas serra e a ridotto consumo idrico;
  • rafforzare l’immagine dell’azienda a livello nazionale ed internazionale.

Sistemi LEED Edifici

LEED (acronimo di Leadership in Energy and Environmental Design) è un sistema volontario per la progettazione, costruzione e gestione di edifici sostenibili ad alte prestazioni; può essere utilizzato su ogni tipologia di edificio e promuove un sistema di progettazione integrata che riguarda l’intero edificio.

LEED è inoltre un sistema flessibile e articolato che prevede formulazioni differenziate per le nuove costruzioni, edifici esistenti, piccole abitazioni pur mantenendo una impostazione di fondo coerente tra i vari ambiti.

LEED promuove un approccio orientato alla sostenibilità, valutando le prestazioni degli edifici per aspetti ambientali e non, quali il risparmio energetico ed idrico, la riduzione delle emissioni di CO2, il miglioramento della qualità ecologica degli interni, i materiali e le risorse impiegati, il progetto e la scelta del sito (contesto).

Nell’applicazione del sistema LEED è necessario in primis stabilire la tipologia di edificio:

  • un nuovo immobile (commerciale, condominio, per uffici, ricreativo, produttivo);
  • il restauro di un edificio esistente;
  • scuole, negozi, ospedali;
  • edilizia residenziale.

In seguito è necessario procedere, nelle varie fasi del processo (dalla progettazione fino alla costruzione vera e propria), ad applicare i criteri stabiliti e quantificabili dello standard LEED.

Il sistema LEED è riferito all’edificio nella sua globalità e non alla singola componente. Il punteggio finale attribuito all’edificio dipenderà in buona parte dalla corretta selezione, impiego e posa in opera di prodotti conformi in ciascuna delle componenti dell’edificio.

Ne consegue che occorre innanzitutto scegliere i singoli prodotti in riferimento ai requisiti previsti dal protocollo LEED. In particolare, è importante individuare quale sarà il contributo dei prodotti utilizzati per il conseguimento di uno o più determinati crediti LEED. I vari prodotti utilizzanti, come serramenti, intonaci, pavimenti, piastrelle, porte, mobili ecc. possono concorrere singolarmente alla determinazione del punteggio LEED finale, se in possesso di determinati requisiti prestazionali in riferimento ai crediti LEED.

I vantaggi competitivi per coloro che adottano gli standard LEED, sono identificabili soprattutto nella elevata qualità finale dell’immobile e nel risparmio dei costi di gestione rispetto agli edifici tradizionali.

Gli edifici LEED possono essere sottoposti a certificazione da parte di un ente terzo. La certificazione LEED è riconosciuta a livello internazionale.

ADR e Rischi Ambientali

ADR è l’acronimo di “Accord Dangereuses Route”, sintesi del titolo esteso della normativa “Accordo europeo relativo ai trasporti internazionali di merci pericolose su strada”.

Il trasporto delle merci pericolose su strada determina, oltre che un rischio per le persone, anche un rischio ambientale. Tra le merci pericolose rientrano anche molti dei rifiuti classificati pericolosi dalla normativa ambientale (D.Lgs. 152/06) e che ricadono negli obblighi ADR per quanto concerne l’etichettatura, il confezionamento, il trasporto e le operazioni di carico e scarico.

I soggetti coinvolti nel trasporto di merci pericolose sono:

  • speditori;
  • caricatori / scaricatori;
  • trasportatori;
  • riempitore;
  • imballatore.

La normativa ADR disciplina:

  • la modalità di riconoscimento delle merci pericolose;
  • gli elenchi delle merci pericolose ammesse al trasporto su strada;
  • le modalità relative al trasporto;
  • le cautele da adottare per l’immagazzinaggio delle varie merci;
  • i tipi di imballaggio e relative prove di omologazione;
  • la progettazione e la costruzione delle cisterne;
  • i controlli e il riconoscimento dell’idoneità tecnica dei veicoli adibiti al trasporto di merce pericolosa;
  • la formazione e il riconoscimento dei conducenti da adibire alla guida dei veicoli.

Per le aziende che hanno la necessità di applicare l’ADR, è obbligatoria, a meno di eccezioni previste dalla normativa, la nomina di un Consulente ADR abilitato (Consulente per il Trasporto delle Merci Pericolose), il cui profilo è stato delineato con il D.Lgs. 40/00 e succ. mod..

Il Consulente ADR, oltre ad elevate competenze in relazione alla normativa ADR e di valutazione dei rischi, ha il compito di:

  • predisporre la Relazione annuale sull’attività di carico, scarico o trasporto di merci pericolose;
  • predisporre eventuali Rapporti d’incidente;
  • svolgere l’attività di controllo ed erogare la consulenza all’azienda in merito alla sicurezza dei trasporti di merci pericolose.

UOMOeAMBIENTE offre il servizio di assistenza ai propri clienti sia per quanto concerne il ruolo di Consulente ADR, che per quanto concerne la consulenza in materia di ADR nei casi in cui questa figura non fosse obbligatoria per Legge.

Incarichi di Responsabile Tecnico Albo Gestori

Nell’ambito del procedimento di iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali, la figura del Responsabile Tecnico per la gestione dei rifiuti è essenziale per le:

  • imprese o enti che svolgono attività di raccolta e trasporto di rifiuti urbani (cat. 1);
  • imprese che svolgono attività di raccolta e trasporto di rifiuti speciali a titolo professionale (catt. 4 e 5);
  • imprese che effettuano attività di bonifica dei siti (cat. 9);
  • imprese che effettuano attività di bonifica dei beni contenenti amianto (cat. 10);
  • imprese che effettuano attività di commercio e intermediazione dei rifiuti senza detenzione dei rifiuti stessi (cat. 8).

I compiti e le responsabilità del Responsabile tecnico di cui al D.M. 120/14 e alla Deliberazione 1/2019 dell’Albo, sono individuabili in:

  • coordinamento dell’attività degli addetti dell’impresa;
  • definizione, per quanto di competenza, delle procedure per la gestione operativa (in funzione della categoria) e per gestire eventuali situazioni d’urgenza, incidenti o eventi imprevisti e per evitare l’eventuale ripetersi di dette circostanze;
  • vigilanza sulla corretta osservanza delle prescrizioni riportate o richiamate nei provvedimenti d’iscrizione;
  • verifica la validità delle iscrizioni e delle autorizzazioni in capo ai soggetti ai quali vengono affidati i rifiuti;
  • fornire adeguata formazione e informazione agli addetti sullo svolgimento delle attività di cui alle categorie di iscrizione all’Albo;
  • coordinare, ove applicabile per la categoria, l’attività dei conducenti nel caso di difformità del carico dei rifiuti da trasportare o delle modalità di confinamento, etichettatura o imballaggio riscontrate in fase di carico o scarico o per la fase di trasporto o nel caso di incidente o eventi imprevisti;
  • garantire adeguata formazione agli addetti dell’impresa sulla compilazione e tenuta dei registri di carico e scarico e sulla documentazione che accompagna i rifiuti (formulari di identificazione dei rifiuti di cui all’articolo 193 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e, ove prevista, documentazione riguardante il trasporto delle merci pericolose o specifiche tipologie di rifiuti o le spedizioni transfrontaliere di rifiuti);
  • verificare, ove applicabile per la categoria, il mantenimento dell’idoneità delle attrezzature utilizzate dalle imprese e che l’organizzazione dell’impresa sia conforme alle norme vigenti di settore.

UOMOeAMBIENTE è in grado di fornire ai propri clienti un Responsabile Tecnico di comprovata esperienza e qualificato per qualsiasi categoria, in grado di assisterli nell’ordinaria attività e nel caso di criticità puntuali occorse, anche con reperibilità telefonica.

Criteri Ambientali Minimi

I Criteri Ambientali Minimi (CAM) sono i requisiti ambientali definiti per le varie fasi del processo di acquisto della pubblica amministrazione, volti a individuare la soluzione progettuale, il prodotto o il servizio migliore sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita, tenuto conto della disponibilità di mercato.

I CAM sono definiti nell’ambito del Piano per la sostenibilità ambientale dei consumi del settore della pubblica amministrazione e sono adottati con Decreto ministeriale.

L’obiettivo dell’applicazione sistematica ed omogenea dei CAM è quello di consentire di diffondere le tecnologie ambientali e i prodotti ambientalmente preferibili e di produrre un effetto leva sul mercato, inducendo gli operatori economici meno virtuosi ad adeguarsi alle nuove richieste della pubblica amministrazione, a ciò si aggiunge la promozione di modelli di produzione e consumo più sostenibili, “circolari “, e nel favorire l’occupazione “verde”.

I CAM sono applicabili obbligatoriamente limitatamente alle “categorie merceologiche” (prodotti, opere, servizi, lavorazioni) per le quali sono stati emanati i relativi Decreti ministeriali.

L’applicazione operativa dei CAM nell’ambito degli acquisti della pubblica amministrazione prevede un duplice impegno: quello di tutte le stazioni appaltanti (pubbliche amministrazioni o società partecipate) che, nei processi di acquisto, devono predisporre i requisiti per la fornitura all’interno documentazione della gara di appalto; quello delle aziende che intendono partecipare alle gare di appalto e che devono implementare i CAM nei loro processi e predisporre le offerte tecniche mirate a soddisfare nel migliore dei modi i requisiti dei CAM.

UOMOeAMBIENTE si propone, mediante proprie risorse qualificate e di comprovata esperienza e nel pieno rispetto del conflitto di interessi:

  • alle stazioni appaltanti, nella predisposizione della documentazione di gara implementando i CAM e i relativi criteri per la valutazione delle offerte tecniche;
  • alle imprese, nell’implementazione dei CAM nei propri processi e nella predisposizione della migliore offerta tecnica, mirata a valorizzare l’applicazione dei CAM medesimi.

Energia

L’energia è il motore delle attività lavorative e umane in genere.

L’energia può esistere in varie forme, elettrica, termica, meccanica, potenziale, chimica, nucleare, ecc. Le fonti energetiche sono le sorgenti di energia e si possono dividere in fonti energetiche fossili costituite da carbone, petrolio e gas naturale e in fonti di energia rinnovabili.

A fronte degli attuali ritmi attuali di estrazione, le riserve di carbone ed idrocarburi potrebbero esaurirsi entro qualche decennio. La crescente sensibilità nella società civile verso la tutale dell’ambiente, ha posto con sempre maggiore urgenza la necessità del risparmio energetico e il reperimento di fonti di energie alternative.

Fatta salva l’energia nucleare (che determina il problema relativo al trattamento e allo smaltimento delle scorie radioattive), tra le energie alternative ‘pulite’ si annoverano considerate l’energia solare, l’energia maremotrice, l’energia eolica, l’energia geotermica. A queste vanno aggiunte altresì l’energia idroelettrica, l’energia da biogas ottenuto dalla fermentazione dei residui organici e l’energia da biomasse.

Negli ultimi anni si è sviluppata molto la produzione di energia da fonti rinnovabili anche mediante l’incentivazione statale.

La gestione dell’energia all’interno dei comparti produttivi è divenuta nel tempo strategica, sia per quanto concerne i costi da sostenere, che per il progressivo avanzamento di politiche energetiche mirate al risparmio e all’utilizzo di energie da fonti rinnovabili, nonché per azioni di marketing nei confronti di consumatori / utenti.

Tali mutamenti hanno interessato anche la mobilità con la progressiva riduzione dei motori diesel a favore della trazione elettrica od ibrida.

 

ISO 50001:18 Sistemi di Gestione dell'Energia

A chi si rivolge la norma?

La norma è applicabile a qualsiasi tipologia di organizzazione pubblica o privata, di qualsiasi settore e dimensione, manifatturiera o di servizi.

Che cos’è?

La norma rappresenta un approccio sistematico per creare, avviare, mantenere e migliorare un sistema di gestione dell’energia. L’obiettivo di tale sistema è di consentire che un’organizzazione persegua, con un approccio sistematico, il miglioramento continuo della propria prestazione energetica includendo l’efficienza energetica, il consumo e l’uso dell’energia.

Anche la ISO 50001 si è allineata alla high level structure (HLS), comune a tutti gli standard normativi certificabili, che permette una loro maggiore integrazione e ne facilita l’implementazione, a beneficio delle organizzazioni che scelgono di adottarli.

Quali sono i principali vantaggi?

La ISO 50001:18 consente di migliorare in modo continuo la propria prestazione energetica e raggiungere i seguenti traguardi:

  • un aumento dell’efficienza energetica
  • una riduzione dei costi
  • un miglioramento delle prestazioni energetiche, che vanno pertanto integrate nella gestione delle attività quotidiane dell’organizzazione.

UNI CEI 11352:14 Requisiti per le Società che forniscono Servizi Energetici (ESCo)

A chi si rivolge la norma?

La norma è applicabile alle Energy Services Companies (ESCo)

Che cos’è?

La norma UNI CEI 11352:14 definisce i requisiti per Società che forniscono servizi energetici (ESCo). Una ESCo certificata a fronte di questa norma è in grado di offrire contratti a garanzia di risultato ai propri clienti.

La norma descrive i requisiti minimi dei servizi di efficienza energetica e le capacità (organizzativa, diagnostica, progettuale, gestionale, economica e finanziaria) che una ESCO deve possedere per poter offrire le attività peculiari, presso i propri clienti. Vengono anche fornite delle linee guida a supporto dei clienti nella scelta dei servizi e una lista di controllo per la verifica delle capacità delle ESCO.

La ESCo viene remunerata in base ai risparmi conseguiti (Finanziamento Tramite Terzi). Questi contratti si stanno diffondendo sempre più sia in ambito industriale che civile perché permettono alle aziende di concentrarsi sulle proprie attività «core», affidandosi a degli specialisti del settore per la gestione degli impianti ausiliari (caldaie, cogeneratori, inverter, centrali aria compressa etc) e con risorse finanziarie nuove (Finanziamento Tramite Terzi, Certificati Bianchi).

Quali sono i principali vantaggi?

L’attenzione per l’uso efficiente dell’energia è crescente: dal D.M. 7 marzo 2012 che prevede il rispetto della Norma UNI CEI 11352 per le società di Servizi Energetici che operano con le Pubbliche Amministrazioni, fino al D.lgs 102/2014 che prevede la certificazione obbligatoria UNI CEI 11352 per le ESCo che offrono il servizio di diagnosi energetica e di ottenimento dei Titoli di Efficienza Energetica a fronte dei risparmi conseguiti in ambito civile e industriale.

La norma quindi risponde alle necessità del mercato: chi domanda servizi di efficienza energetica ha bisogno di supporto per qualificare le aziende che offrono servizi di miglioramento di efficienza energetica; chi offre il servizio trova nella norma uno strumento di autodiagnosi, completando il quadro normativo rappresentato dalla ISO 50001 e dalla UNI CEI 11339.

Diagnosi e Progetti finalizzati al Risparmio Energetico

I costi per l’energia delle aziende e delle società pubbliche assumono spesso una dimensione considerevole nell’ambito del proprio bilancio. Inoltre l’ottenimento dell’efficienza energetica rappresenta per molte aziende un elemento imprescindibile per proporsi ai propri stakeholders.

Tali motivazioni spingono molte aziende a richiedere una diagnosi energetica e, sulla base dei risultati emersi, ad implementare azioni per ottimizzare la propria efficienza energetica.

UOMOeAMBIENTE mette a disposizione i propri tecnici specializzati e, grazie alla collaborazione con una Energy Service Company (ESCo) certificata UNI CEI 11352 e leader nel settore, esegue un audit energetico presso l’azienda, secondo i criteri del D.Lgs. 102/14.

Gli obiettivi di una diagnosi energetica approfondita sono: valutare le prestazioni dell’azienda; individuare i punti energeticamente critici; prescrivere gli interventi di efficientamento energetico necessari per raggiungere un efficace Energy Management.

Tra le azioni da attuare per ottimizzare la propria efficienza energetica c’è anche il monitoraggio delle performance energetiche e il controllo dei consumi in tempo reale. L’analisi dei dati raccolti permette di valutare le performance energetiche e i rendimenti aziendali, nonché di pianificare e individuare le migliori strategie per la manutenzione e gli interventi per migliorare l’efficienza energetica.

Oltre a questi servizi UeA propone alle aziende clienti le modalità per reperire le risorse necessarie per gli investimenti necessari per gli interventi di efficientamento energetico.

E’ infatti possibile accedere a numerosi incentivi disponibili sull’efficienza energetica quali Certificati Bianchi, Conto Termico 2.0, incentivi e finanziamenti regionali.

Incarichi di Energy Manager

L’Energy Manager è un soggetto che ha il compito di gestire ciò che riguarda l’energia all’interno di un’azienda, un ente pubblico, verificando i consumi, ottimizzandoli e promuovendo interventi mirati all’efficienza energetica e all’uso di fonti rinnovabili.

Hanno l’obbligo di nominare l’Energy Manager tutti i soggetti pubblici o privati (aziende, enti locali, etc.) che in base ai consumi annui espressi in Tonnellate Equivalenti di Petrolio (TEP) superano le soglie di 10.000 TEP/anno per il settore industriale e 1.000 TEP/anno per il settore civile, terziario e trasporti (indicativamente 1 TEP corrisponde a circa 5.350 kWhe, 11.600 kWht e 1.200 mc di gas).

I suddetti soggetti devono nominare annualmente un Energy Manager in possesso delle competenze previste e inviare la nomina alla FIRE (Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia). In relazione a quanto previsto dal DM 21/12/07, i soggetti con obbligo di nomina dell’Energy Manager che hanno effettuato la nomina, a fronte della realizzazione di interventi di efficientamento energetico possono partecipare direttamente al meccanismo dei titoli di efficienza energetica, ottenendo certificati rivendibili sull’apposito mercato del GME.

Anche i soggetti con consumi inferiori alle soglie sopra riportate, per cui non soggetti all’obbligo, possono dotarsi volontariamente di un Energy Manager. In questo caso l’invio della nomina alla FIRE non è obbligatorio. Detti soggetti e/o coloro che si siano dotati di un sistema di gestione dell’energia certificato ISO 50001 possono aderire al meccanismo di dei titoli di efficienza energetica.


L’Energy Manager è caratterizzato da un profilo di alto livello, con competenze manageriali, tecniche, economico-finanziarie, legislative e di comunicazione che supporta la leadership aziendale nelle politiche e nelle attività riferibili all’energia. Il suo ruolo è fondamentale per supportare le imprese nel perseguire politiche mirate alla riduzione dei consumi energetici, e quindi dei costi, e nella gestione efficiente dell’energia in tutte le fasi della produzione o della gestione degli immobili.

In funzione delle caratteristiche azienda / Ente avremo:

  • nel caso di aziende ed enti di grandi dimensioni, l’Energy Manager è solitamente una figura dirigenziale interna con estrazione prevalentemente tecnica;
  • nel caso di aziende ed enti di medie e piccole dimensioni, l’Energy Manager solitamente è un consulente esterno con competenze tecniche.

Nel primo caso l’Energy Manager non è generalmente un tecnico e deve essere supportato da bravi specialisti, in grado di agire efficacemente sulle politiche energetiche aziendali.

Il compito dell’Energy Manager è:

  • verificare i consumi, attraverso audit specifici o, se disponibili, tramite dati prodotti da sistemi di telegestione, telecontrollo e automazione;
  • ottimizzare i consumi attraverso la corretta regolazione degli impianti e il loro utilizzo appropriato dal punto di vista energetico;
  • promuovere consapevolezza nei dipendenti per gli aspetti legati all’energia e al risparmio energetico;
  • proporre investimenti migliorativi;
  • partecipare, per competenza, al processo di acquisto di energia elettrica e altri vettori energetici promuovendo gli acquisti verdi (green procurement) e l’acquisto di macchinari caratterizzati da bassi consumi energetici e dunque bassi costi di gestione (life cycle cost analysis – LCCA).

UOMOeAMBIENTE si propone come partner competente per supportare l’Energy Manager di aziende ed enti di grandi dimensioni, nonché di assumere l’incarico diretto di Energy Manager nelle aziende ed enti di medie e piccole dimensioni.

Certificazioni e Marchi Ambientali di Prodotto

Con il progressivo incremento della sensibilità da parte dei consumatori e della società alle tematiche ambientali, è cresciuto anche l’interesse verso i prodotti con certificazione, etichette e marchi ambientali.

Tra le certificazioni ambientali di prodotto si annoverano le seguenti etichettature istituite dalle norme ISO serie 14020:

TIPO I: Etichette ecologiche volontarie basate su un sistema multicriteria che considera l’intero ciclo di vita del prodotto, sottoposte a certificazione esterna da parte di un ente indipendente (tra queste rientra, ad esempio, il marchio europeo di qualità ecologica ECOLABEL). (ISO 14024);

TIPO II: Etichette ecologiche che riportano auto-dichiarazioni ambientali da parte di produttori, importatori o distributori di prodotti, senza che vi sia l’intervento di un organismo indipendente di certificazione (tra le quali: ”Riciclabile”, “Compostabile”, ecc.). (ISO 14021);

TIPO III: Etichette ecologiche che riportano dichiarazioni basate su parametri stabiliti e che contengono una quantificazione degli impatti ambientali associati al ciclo di vita del prodotto calcolato attraverso un sistema LCA. Sono sottoposte a un controllo indipendente e presentate in forma chiara e confrontabile. Tra di esse rientrano, ad esempio, le “Dichiarazioni Ambientali di Prodotto” meglio note come EPD (Environmental Product Declaration). (ISO 14025).

A queste si aggiungono molte altre certificazioni di prodotto quali il marchio FSC (certifica che prodotto proviene da una foresta e da una filiera di approvvigionamento gestita in modo responsabile), il marchio PEFC (certificazione della gestione forestale) e il marchio FITOK (trattamento fitosanitario degli imballaggi in legno).

FSC® (Forest Stewardship Council®, Gestione forestale e Rintracciabilità dei prodotti (Catena di Custodia)

A chi si rivolge la norma?

La norma si applica a tutte quelle organizzazioni che operano nella filiera del legno e dei suoi derivati, sia nella fasi produttive che di trasformazione.

Che cos’è?

Questo schema è stato sviluppato con l’obiettivo di diffondere nella società civile ed industriale principi di corretta gestione forestale. FSC è rivolto a chi opera nell’ambito della gestione delle foreste (aziende, consorzi, enti pubblici) ed ha lo scopo di assicurare che le stesse siano gestite nel rispetto di rigorosi standard ambientali sociali ed economici;

Quali sono i principali vantaggi?

Il possesso di una valida certificazione di tracciabilità è condizione necessaria per poter vendere un prodotto certificato FSC.

I prodotti certificati dunque acquistano un elevato valore distintivo e di garanzia, mentre l’azienda aumenta la propria reputazione dimostrando il proprio impegno alla salvaguardia delle risorse forestali e della biodiversità del pianeta e alla tutela dei valori etici e sociali delle foreste. I vantaggi interni che derivano per l’impresa dall’applicazione di questi schemi sono legati alla maggiore capacità di controllo delle materie prime in entrata e della tracciabilità in genere.

I vantaggi commerciali e reputazionali che spingono un’azienda a intraprendere questo percorso progettuale sono insiti nello scopo che si propongono entrambi gli schemi di certificazione, vale a dire garantire e dimostrare un uso corretto dei prodotti di origine forestale. Le aziende certificate sono agevolate nella possibilità di business con multinazionali sempre più orientale alla responsabilità sociale e, in particolare, ambientale.

PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification Schemes), Certificazione Forestale

A chi si rivolge la norma?

La norma si applica a tutte quelle organizzazioni che operano nella filiera del legno e dei suoi derivati, sia nella fasi produttive che di trasformazione.

Che cos’è?

Questo schema è stato sviluppato con l’obiettivo di diffondere nella società civile ed industriale principi di corretta gestione forestale. PEFC è basato sul principio della rintracciabilità dei materiali provenienti da foreste certificate ed è rivolto alle aziende che trasformano i prodotti derivati dal legno. Interessa quindi, segherie, mobilifici, aziende che producono imballaggi in legno e chi produce prodotti contenenti legno per l’edilizia e l’arredo ma anche cartiere, tipografie, cartotecniche, ecc.

Quali sono i principali vantaggi?

Il possesso di una valida certificazione di tracciabilità è condizione necessaria per poter vendere un prodotto certificato PEFC.

I prodotti certificati dunque acquistano un elevato valore distintivo e di garanzia, mentre l’azienda aumenta la propria reputazione dimostrando il proprio impegno alla salvaguardia delle risorse forestali e della biodiversità del pianeta e alla tutela dei valori etici e sociali delle foreste. I vantaggi interni che derivano per l’impresa dall’applicazione di questi schemi sono legati alla maggiore capacità di controllo delle materie prime in entrata e della tracciabilità in genere.

I vantaggi commerciali e reputazionali che spingono un’azienda a intraprendere questo percorso progettuale sono insiti nello scopo che si propongono entrambi gli schemi di certificazione, vale a dire garantire e dimostrare un uso corretto dei prodotti di origine forestale. Le aziende certificate sono agevolate nella possibilità di business con multinazionali sempre più orientale alla responsabilità sociale e, in particolare, ambientale.

Fitok

La globalizzazione dei mercati ha comportato un forte incremento degli scambi commerciali a livello mondiale.

Le merci sono trasportate all’interno di imballaggi il cui componente principale è il legno (es. pancali, casse, bobine, ecc.). Tuttavia il legno può ospitare organismi nocivi, per cui gli imballaggi in legno ne rappresentano un canale di introduzione e diffusione tra i vari paesi. La diffusione di agenti infestanti da un paese ad un altro determina conseguenze rilevanti alle varie specie vegetali che possono essere aggredite da tali agenti (es. parassiti).

E’ sorta quindi la necessità di diminuire il rischio di potenziali infestazioni. A tale scopo sono state introdotte misure fitosanitarie obbligatorie dei materiali da imballaggi in legno in partenza dai vari paesi. L’obiettivo è quello di evitare possibili impatti economici ed ambientali sul patrimonio forestale mondiale.

Tra le possibili misure fitosanitarie applicabili, la FAO e l’IPPC hanno individuato il trattamento prima della spedizione.

Il trattamento prima della spedizione è basato sullo Standard internazionale ISPM-15 che prevede che gli imballaggi di legno grezzo debbano essere trattati (trattamento termico – HT o trattamento di fumigazione con bromuro di metile – MB, quest’ultimo bandito nella Comunità Europea) e, successivamente, certificati con il marchio IPPC/FAO.

Questo marchio deve essere controllato attraverso un sistema di certificazione delle imprese della filiera degli imballaggi di legno e dei trattamenti.

Il sistema di gestione fitosanitaria ISPM-15 si applica al Materiale da imballaggio in legno (Wood Packaging Material – WPM), cioè “Legno o Prodotti di legno (esclusi i prodotti di carta) utilizzati per il sostegno, la protezione o il trasporto di una merce (incluso il fardaggio)”, e interessa i seguenti soggetti:

  • Produttori, coloro che fabbricano imballaggi e semilavorati di legno e che possono applicare il marchio IPPC/FAO conformemente ai requisiti richiesti
  • Fornitori di trattamenti, coloro che adottano trattamenti appropriati e che possono apporre il marchio IPPC/FAO in modo adeguato
  • Caricatori, gli operatori che effettuano l’ultima operazione di carico della merce con l’imballaggio nel container o altro luogo prima dell’esportazione
  • Riparatori di imballaggi di legno, gli operatori che selezionano, riparano, rilavorano imballaggi usati.

UOMOeAMBIENTE è in grado di offre il servizio di implementazione del sistema di gestione fitosanitaria a tutti i soggetti che intendono avviare l’attività di trattamento fitosanitario accompagnandoli fino alla certificazione da parte dell’Organismo di certificazione.

Ecolabel

A chi si rivolge il marchio Ecolabel UE?

Il marchio Ecolabel UE si rivolge ai consumatori ai quali garantisce, mediante la certificazione da parte di Organismi indipendenti riconosciuti a livello europeo, che i prodotti / servizi certificati, oltre ad avere elevate prestazioni, sono caratterizzati da un ridotto impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita.

Il marchio Ecolabel UE può essere richiesto da tutti gli operatori (produttori, importatori, fornitori di servizi, grossisti o dettaglianti) per quei beni e servizi, destinati alla distribuzione, al consumo o all’uso sul mercato comunitario per i quali siano stati definiti e pubblicati i relativi criteri. Il marchio Ecolabel UE non si applica ai prodotti alimentari, né ai mangimi per animali, ai medicinali ed ai dispositivi medici.

Che cos’è?

Ecolabel UE è il marchio di qualità ecologica dell’Unione Europea finalizzato a contraddistingue prodotti e servizi che, a fronte di elevati standard prestazionali, sono caratterizzati anche da un ridotto impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita.

Ecolabel UE è disciplinato dal Reg. (CE) n. 66/2010 e succ. mod., è volontario ed ha le caratteristiche di un marchio di Tipo I (come definito dalla norma ISO 14024).

I criteri sulla base dei quali apporre il marchio sono stabiliti a livello europeo. Nel processo di definizione dei requisiti sono coinvolte anche le parti interessate (associazioni di produttori, di consumatori e ambientaliste). I requisiti riguardano, oltre gli aspetti ecologici, anche quelli sulla salute e la sicurezza dei consumatori e, ove applicabile, quelli sociali ed etici.

In particolare sono presi in esame l’intero ciclo di vita del prodotto (dall’estrazione delle materie prime, alla fase di produzione, di imballaggio e trasporto, di utilizzo e di recupero e smaltimento) e, oltre alla funzionalità e la qualità delle sue prestazioni, gli aspetti ambientali significativi quali l’uso dell’energia, dell’acqua, delle sostanze chimiche e la produzione di rifiuti.

Nel definire i criteri, sono previsti valori minimi o di soglia.

Il rispetto di tali criteri è verificato presso l’azienda da un Organismo terzo indipendente (il Comitato per l’Ecolabel e l’Ecoaudit). Ad esito positivo della verifica sarà possibile applicare il marchio Ecolabel UE.

Quali sono i principali vantaggi?

I benefici per le organizzazioni che adottano marchio di qualità ecologica Ecolabel UE sono molteplici, tra i quali:

  • acquisto di visibilità su un mercato sempre più sensibile alle tematiche ambientali e aumento della propria competitività in ambito nazionale e internazionale;
  • agevolazioni o incentivi per i prodotti con marchio Ecolabel UE in vari Paesi europei (ad es. in Italia ci sono agevolazioni per gli operatori economici che, nell’ambito delle gare di appalto, offrono prodotti in possesso del marchio Ecolabel UE.)