L’attuale situazione pandemica e il continuo aggiornamento delle misure contenitive hanno contribuito a distogliere l’attenzione da quelle misure di prevenzione erroneamente considerate più “ordinarie”, non correlate alla diffusione del Covid19. Tra queste spiccano la (mancata o inadeguata) formazione e aggiornamento dei lavoratori in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Al pari di un dispositivo di protezione, la formazione svolge una funzione essenziale per il controllo dei rischi lavorativi. I dati INAIL dimostrano come, dal periodo pre-pandemico, gli incidenti sul lavoro siano aumentati.

Il 2021 è stato un anno particolarmente critico sul fronte delle morti sul lavoro “tradizionali”, ovvero non correlate al contagio del Covid19: nei soli primi 5 mesi dell’anno, rispetto al medesimo periodo del 2020, si è registrato un aumento dello 0,5% (sintesi di un aumento degli infortuni in itinere e quelli sulla postazione lavorativa). Al netto dei casi da contagio Covid19, sembrerebbe presentarsi un aumento complessivo del 12%.

Confrontando i dati 2021 con i primi cinque mesi del 2019 si rileva invece un incremento del +11%, sintesi di un aumento del 29,7% (+83 decessi) dei casi in occasione di lavoro e di un calo del 35,7% degli infortuni in itinere (-40).

Parola dell’INAIL. Tra le prime cause degli infortuni mortali del periodo gennaio-maggio 2021 ci sono soprattutto gli schiacciamenti di persona da materiali pesanti (travi, attrezzi, trattori) e le cadute (da impalcature, piattaforme, scale) mentre gli incidenti stradali, da sempre al primo posto per le morti sul lavoro nel nostro Paese, sembrano in questa prima parte dell’anno essere meno numerosi.

Si mostra dunque necessario porre (ri)accendere i riflettori non solo alle attività di controllo e vigilanza nei luoghi di lavoro, ma anche su un’adeguata formazione, orientata a minimizzare frequenza e gravità degli infortuni

Anche se spesso l’obbligo formativo viene percepito come un onere fastidioso e inevitabile, è bene tenere a mente che l’obiettivo primario di una buona formazione – e di un valido Ente formativo – non è quello di limitarsi a erogare corsi “fast-fashion” per soddisfare un mero obbligo di legge: è fondamentale realizzare percorsi educativi mirati, finalizzati a trasmettere conoscenze e procedure utili ai lavoratori.

La buona formazione è quella che tiene conto della mansione svolta dal singolo lavoratore. Per questa ragione non può essere limitata ad una semplice trasmissione di informazioni di carattere generale: deve essere specifica e riguardare i rischi, le procedure e le azioni relative alle attività svolte dal soggetto da formare, in modo tale da ottenere l’acquisizione delle necessarie competenze da parte del lavoratore.

Per essere efficace è fondamentale che il percorso formativo determini un reale e durevole cambiamento dei comportamenti dei discenti; questo obiettivo non è di facile realizzazione in quanto, nella maggior parte dei casi, comporta la necessità di scardinare:

  • una consolidata struttura mentale improntata anche sulla sottovalutazione dei rischi presenti,
  • conoscenze pregresse inesatte,
  • abitudini di lavoro “sbagliate” dal punto di vista prevenzionistico,
  • una percezione del rischio distorta che determina la “troppa sicurezza” nello svolgere le azioni abituali e quotidiane.

La scelta del docente, inoltre, è fondamentale per la riuscita ottimale di un corso: deve possedere un elevato profilo professionale determinato da capacità, competenze specifiche ed esperienza adeguata. Il formatore diventa così protagonista nella realizzazione di un processo educativo di qualità, in grado di “andare oltre” la pura trasmissione di nozioni: non si limita a trasferire le conoscenze di base necessarie a individuare i rischi ma procura quelle conoscenze tecnico-specifiche in grado di individuare gli strumenti più adeguati a risolvere ogni tipo di criticità, cooperare con gli altri operatori, educare alla sicurezza.

Questo processo educativo è caratterizzato dal continuo interagire tra la valutazione dei rischi, la formazione e il costante controllo delle attività. Per questo motivo è fondamentale un monitoraggio continuo dei risultati raggiunti, anche in termini di acquisizione e consolidamento di adeguate prassi lavorative. La formazione dei lavoratori è a tutti gli effetti un elemento imprescindibile della catena delle misure di sicurezza ogni Organizzazione deve realizzare. L’elemento fondamentale di ogni processo aziendale è l’obiettivo del miglioramento continuo, come principio base di tutti gli SGSL (Sistemi di Gestione Salute e Sicurezza sul Lavoro). All’interno di questo processo la formazione riveste un ruolo fondamentale: il raggiungimento di cosiddetti “continui miglioramenti” passa anche attraverso un graduale, ma costante, cambiamento negli atteggiamenti/comportamenti dei lavoratori.

 

 

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