Torna SUMMER READINGS, la rubrica estiva di UOMOeAMBIENTE che propone, a ogni appuntamento, libri e nuovi spunti da cui lasciarsi ispirare.
L’estate può diventare un’occasione per rallentare, dedicare tempo alla lettura e osservare da una prospettiva diversa il modo in cui pensiamo, lavoriamo e costruiamo il nostro benessere.
Per questo primo appuntamento abbiamo scelto tre libri che affrontano il tema da punti di vista differenti: il cambiamento personale, la felicità nei luoghi di lavoro e la capacità di riconoscere le trappole del pensiero. Tre percorsi associati, nel nostro carosello, a benessere, felicità e positività.
“Basta un’idea” di Luca Mazzucchelli: cambiare ciò che guida le nostre azioni
Quante volte proviamo a modificare un’abitudine o un comportamento, per poi ritrovarci esattamente al punto di partenza?
È da questa domanda che prende forma “Basta un’idea. Tutto cambia quando cambi come pensi”, il libro di Luca Mazzucchelli pubblicato nel 2026 da Giunti Psicologia.IO. La tesi centrale è chiara: spesso tentiamo di cambiare le nostre azioni senza intervenire sulle idee, sulle convinzioni e sulle interpretazioni che le orientano.
Secondo l’autore, alcune idee ci aiutano a crescere, mentre altre finiscono per limitare le nostre possibilità, anche quando non ne siamo pienamente consapevoli. Il primo passo diventa quindi riconoscere le convinzioni che non ci sono più utili, osservarle con maggiore lucidità e sostituirle con prospettive più funzionali ai nostri obiettivi. Il libro sviluppa questo percorso attraverso spiegazioni, situazioni quotidiane ed esercizi pratici.
Il punto di forza di “Basta un’idea” è il tentativo di portare il cambiamento su un piano concreto. Non basta desiderare qualcosa di diverso: occorre comprendere quali pensieri continuino a sostenere i comportamenti che vogliamo abbandonare.
È un libro indicato per chi sta attraversando una fase di cambiamento, desidera comprendere meglio le proprie resistenze o cerca strumenti con cui trasformare una riflessione in un percorso personale. Il tono divulgativo e la presenza di esercizi lo rendono accessibile anche a chi si avvicina per la prima volta ai temi della psicologia e della crescita personale.
Perché leggerlo: per riconoscere le convinzioni che orientano le nostre scelte e iniziare a costruire un cambiamento più consapevole.
“Felicità” di Chiara Bisconti: il benessere come responsabilità collettiva
Possiamo parlare di felicità anche quando parliamo di lavoro?
In “Felicità”, pubblicato da FrancoAngeli nella collana Voci del lavoro nuovo, Chiara Bisconti porta questa parola all’interno delle organizzazioni e la sottrae a una lettura esclusivamente individuale. La domanda non è soltanto come possa una persona essere più felice nel proprio impiego, ma quali condizioni debbano creare le aziende affinché il lavoro non diventi uno spazio di malessere.
Il libro costruisce il concetto di felicità collettiva intorno a cinque pilastri:
- la relazione tra il tempo personale e quello dell’organizzazione;
- la bellezza e la qualità degli spazi;
- la libera circolazione delle emozioni;
- la diffusione del potere;
- la possibilità di far convivere e fiorire le unicità delle persone.
L’aspetto più interessante di “Felicità” è il ribaltamento di prospettiva: il benessere sul lavoro non viene presentato come un compito affidato esclusivamente al singolo.
Essere resilienti, motivati o capaci di gestire lo stress non è sufficiente quando i tempi, gli spazi, le gerarchie e i processi organizzativi producono sistematicamente disagio. La felicità diventa così una questione culturale e progettuale, sulla quale incidono leadership, politiche aziendali, relazioni e distribuzione delle responsabilità.
Il volume risulta particolarmente utile per manager, responsabili delle risorse umane, consulenti e professionisti che si occupano di cultura aziendale. Allo stesso tempo, offre a ogni lavoratore un lessico con cui riconoscere e descrivere gli elementi che influenzano concretamente la qualità della vita professionale.
Perché leggerlo: per comprendere che il benessere organizzativo non nasce da iniziative isolate, ma dal modo in cui viene progettato e vissuto il lavoro.
“La via del pensiero positivo” di Tomás Navarro: riconoscere le trappole della mente
Pensare positivo non significa ignorare i problemi o convincersi che tutto andrà sempre bene.
In “La via del pensiero positivo. Come evitare gli 8 errori che bloccano la mente”, Tomás Navarro propone un percorso per osservare gli automatismi mentali che condizionano le nostre valutazioni e decisioni. Il libro, pubblicato da Giunti nel 2022, presenta tecniche come il deep thinking e l’“eseismo”, cioè l’abitudine a domandarsi “E se…?” per aprire scenari alternativi e mettere in discussione i pensieri assoluti.
Gli otto errori individuati dall’autore sono:
- pensare troppo velocemente;
- pensare in modo superficiale;
- non avere fiducia nelle proprie possibilità;
- attribuire importanza a ciò che è irrilevante;
- limitare le alternative;
- credere a tutto ciò che si pensa;
- prendere decisioni quando non si sta bene;
- generalizzare.
Il valore del libro sta soprattutto nell’interpretazione del pensiero positivo come allenamento alla lucidità, più che come semplice ottimismo.
Navarro invita a creare una distanza tra noi e i nostri pensieri. Ciò che attraversa la mente, infatti, non rappresenta automaticamente un fatto, una previsione attendibile o una descrizione oggettiva della realtà. Imparare a verificare le proprie conclusioni permette di riconoscere alternative che la fretta, la paura o un momento di difficoltà potrebbero nascondere..
Il libro è adatto a chi si accorge di rimanere spesso intrappolato in pensieri ricorrenti, conclusioni affrettate o scenari negativi. Non propone di eliminare ogni emozione spiacevole, ma di evitare che un automatismo diventi l’unico criterio attraverso cui leggere ciò che accade.
Perché leggerlo: per allenare un pensiero più riflessivo, flessibile e aperto alle possibilità.
Summer readings: tre libri, tre prospettive sul benessere
I tre titoli scelti per questo appuntamento di Summer Readings percorrono strade diverse, ma condividono un punto di partenza: il benessere non è una condizione immobile, bensì un processo che richiede consapevolezza.
Luca Mazzucchelli si concentra sulle convinzioni che guidano il cambiamento personale. Chiara Bisconti amplia lo sguardo alle condizioni collettive e organizzative che influenzano la felicità sul lavoro. Tomás Navarro ci accompagna, invece, nel riconoscimento degli automatismi e degli errori che possono restringere il nostro modo di pensare.
Tre letture per fermarsi, osservare e ripartire con qualche domanda nuova:
Quali idee stanno guidando le nostre scelte?
Quali condizioni rendono davvero sostenibile il nostro modo di lavorare?
Quanto possiamo fidarci del primo pensiero che attraversa la nostra mente?
E tu, da quale libro cominceresti?


