Il 2025 segna un passaggio importante per tutte le organizzazioni che hanno scelto di dotarsi di un sistema di gestione per la prevenzione della corruzione, data la pubblicazione della seconda edizione della ISO 37001, recepita in Italia come UNI ISO 37001:2025. La nuova versione sostituisce integralmente la precedente del 2016 e introduce alcune modifiche che, pur non stravolgendo l'impianto della norma, ne rafforzano l'efficacia operativa.
Per le aziende già certificate, così come per quelle che stanno valutando di intraprendere il percorso, comprendere la portata di questi cambiamenti è il primo passo per pianificare correttamente la transizione e trasformare l'adeguamento in un'opportunità di miglioramento reale.
Le principali novità della UNI ISO 37001:2025
La revisione della norma nasce con tre obiettivi: allineare la struttura ai più recenti standard di sistema di gestione, colmare alcune lacune interpretative emerse nell'applicazione pratica della prima edizione e rafforzare il ruolo della cultura organizzativa nella prevenzione della corruzione. Le modifiche più rilevanti riguardano:
- Adozione della struttura armonizzata (Harmonized Structure): la norma si allinea alla versione più recente del formato comune a tutti gli standard ISO di sistema di gestione. Tra le conseguenze concrete: viene introdotta la nuova clausola 6.3 "Pianificazione delle modifiche", assente nel 2016;
- Introduzione esplicita della cultura anti-corruzione: viene inserito un nuovo requisito dedicato (punto 5.1.3), che impone all'organo di governo e all'alta direzione di dimostrare un impegno attivo, visibile e coerente nella promozione di uno standard comune di comportamento in tutta l'organizzazione;
- Attenzione ai cambiamenti climatici: l'organizzazione è ora chiamata a valutare se il cambiamento climatico rappresenti un fattore di contesto rilevante ai fini del proprio sistema di gestione;
- Ancoraggio normativo dei conflitti di interesse: il tema, già presente nel 2016, viene rafforzato con un requisito esplicito nel corpo normativo, che prevede che il personale deve essere informato del proprio dovere di segnalare i conflitti di interesse potenziali ed effettivi (punto 7.2.2.1);
- Chiarimento del ruolo della funzione di conformità: la norma riordina in modo più chiaro compiti, autorità e requisiti di indipendenza della funzione per la prevenzione della corruzione, distinguendo con maggiore nettezza le responsabilità dell'organo di governo, dell'alta direzione e della funzione stessa.
A questi si aggiungono numerosi affinamenti terminologici e di coerenza con le altre norme di sistema di gestione, pensati per rendere la ISO 37001 più semplice da integrare in contesti aziendali già certificati su altri standard. L’apparato di definizioni al punto 3 viene arricchito con la nuova voce "cultura anti-corruzione", segno della volontà di dare un fondamento terminologico solido a un concetto che nella pratica era già centrale, ma non ancora formalmente definito.
Cosa cambia concretamente nei requisiti
Oltre alle novità di impostazione generale, la UNI ISO 37001:2025 introduce alcune modifiche puntuali che avranno un impatto diretto sulla gestione quotidiana del sistema:
- Gli obiettivi per la prevenzione della corruzione, definiti al punto 6.2, mantengono i requisiti già presenti nella precedente versione (compresa l'indicazione di chi ha la responsabilità di comminare sanzioni e penalità in caso di mancato raggiungimento), ma si aggiungono ora alla nuova clausola 6.3, che richiede di pianificare in modo strutturato ogni modifica al sistema di gestione, valutandone lo scopo, le potenziali conseguenze e le risorse necessarie;
- Il punto 7.2.2.1 rafforza la gestione dei conflitti di interesse, prevedendo che, nell'ambito dei processi relativi al personale, siano definite procedure affinché il personale informi l'organizzazione di conflitti reali o potenziali. L'Appendice A.8.3 richiama inoltre un approccio proporzionato al rischio, con maggiore attenzione per i ruoli più esposti, come acquisti, gare, vendite e gestione fornitori;
- La terminologia relativa alla governance viene aggiornata: dove il 2016 parlava di "organo direttivo", il 2025 utilizza sistematicamente "organo di governo", in coerenza con la ISO 37000:2021;
- L'Appendice A si arricchisce soprattutto nella parte dedicata alla cultura anti-corruzione (nuovo punto A.5.2), mentre le sezioni già presenti nel 2016 su due diligence, conflitti di interesse e indagini interne restano confermate nella sostanza, seppur rinumerate.
Va sottolineato che l'impianto complessivo dei requisiti operativi (valutazione del rischio di corruzione, due diligence, controlli finanziari e non finanziari, gestione delle segnalazioni, audit interno e riesame di direzione) resta sostanzialmente invariato rispetto alla precedente versione. Le organizzazioni già certificate non dovranno, quindi, ripensare da zero il proprio sistema, ma aggiornarlo nei punti realmente nuovi: cultura anti-corruzione, cambiamento climatico, conflitti di interesse e pianificazione delle modifiche.
Cosa comporta l'adeguamento per le aziende
Per le organizzazioni già certificate secondo la ISO 37001:2016, l'adeguamento alla nuova edizione richiederà un lavoro mirato ma non irrilevante. Gli interventi principali da pianificare riguardano:
- l'aggiornamento della politica e della documentazione, per riflettere la nuova struttura armonizzata e i requisiti aggiuntivi su cultura anti-corruzione e conflitti di interesse;
- la revisione della valutazione del rischio di corruzione, integrando, ove pertinente, la valutazione dell'impatto dei cambiamenti climatici tra i fattori di contesto;
- la formalizzazione di un processo strutturato di gestione dei conflitti di interesse, chiarendo chi deve rilasciare eventuali dichiarazioni, quando aggiornarle, chi le riceve e le valuta e come vengono archiviate, con criteri e frequenze di riesame proporzionati all'esposizione al rischio dei diversi ruoli;
- il rafforzamento della reportistica verso l'organo di governo, assicurando canali di comunicazione diretti e documentati con la funzione anti-corruzione;
- l'introduzione di un processo formale per la pianificazione delle modifiche al sistema di gestione (nuova clausola 6.3), oltre all'aggiornamento della terminologia interna e dei riferimenti documentali da "organo direttivo" a "organo di governo";
- un aggiornamento mirato della formazione, calibrando contenuti e periodicità sul ruolo e sul rischio di corruzione (punti 7.3.2 e 7.3.4), con percorsi più approfonditi per le funzioni maggiormente esposte. Il punto 7.3.3 estende inoltre, quando necessario in base ai rischi identificati, formazione o sensibilizzazione ai soci in affari: non indistintamente a tutti i fornitori, ma solo dove il rischio lo giustifica, con modalità proporzionate quali incontri, materiali, clausole contrattuali, raccolta di evidenze tramite l'albo fornitori o audit di seconda parte.
Le organizzazioni di certificazione applicheranno tipicamente un periodo di transizione, durante il quale sarà possibile mantenere la certificazione sulla base della precedente edizione fino alla scadenza naturale del ciclo di audit, per poi migrare alla nuova versione in occasione del rinnovo o di un audit di sorveglianza. È tuttavia consigliabile non attendere l'ultimo momento: pianificare per tempo il gap analysis rispetto ai nuovi requisiti consente di distribuire lo sforzo di adeguamento su un arco di tempo più ampio, riducendo l'impatto operativo e i costi di consulenza concentrati a ridosso della scadenza.
Perché conviene investire per tempo nell'adeguamento
Al di là dell'obbligo formale di allineamento, la revisione 2025 offre alle aziende l'occasione per rendere il proprio sistema di gestione anti-corruzione più maturo e credibile agli occhi di clienti, partner commerciali e stakeholder finanziari. Un sistema che integra in modo esplicito la cultura organizzativa, la gestione dei conflitti di interesse e una governance più solida:
- rafforza la reputazione dell'azienda nei confronti di clienti, investitori e pubbliche amministrazioni, sempre più attenti ai criteri ESG anche nella componente di governance;
- riduce concretamente l'esposizione a rischi legali e reputazionali derivanti da episodi di corruzione, propri o di soci in affari;
- facilita l'integrazione con altri sistemi di gestione già certificati, grazie alla nuova struttura armonizzata;
- rappresenta, in molti bandi e procedure di qualifica fornitori, un elemento di valutazione premiante sempre più diffuso, soprattutto per le imprese che lavorano con la Pubblica Amministrazione o con multinazionali soggette a normative anti-corruzione stringenti (come il Foreign Corrupt Practices Act statunitense o il Bribery Act britannico).
Non va poi sottovalutato l'effetto sulla cultura interna dell'organizzazione: l'introduzione esplicita del requisito sulla cultura anti-corruzione spinge l'alta direzione e l'organo di governo a un coinvolgimento più visibile e continuativo, con benefici che vanno oltre la mera compliance e si riflettono sulla qualità complessiva della governance aziendale.
L'adeguamento alla UNI ISO 37001:2025 non va quindi vissuto come un mero adempimento burocratico, ma come un'occasione per consolidare un sistema di prevenzione della corruzione realmente radicato nella cultura aziendale, non solo nella documentazione.
Il nostro team è a disposizione per supportarvi in un percorso di gap analysis rispetto ai nuovi requisiti della UNI ISO 37001:2025, per pianificare in modo efficiente la transizione dalla precedente edizione e per individuare le priorità di intervento più rilevanti per la vostra organizzazione.
Contattateci per una valutazione preliminare: anticipare l'adeguamento oggi significa arrivare pronti al prossimo rinnovo della certificazione, senza sorprese e senza tempi stretti.



